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sabato 27 luglio 2024

Alla ricerca della felicità.

La ricerca della felicità è un tema che ha accompagnato l'umanità fin dai suoi primi passi.

Ogni epoca, ogni cultura, ha cercato di definire cos'è la felicità e come ottenerla.

Tuttavia, spesso l'uomo finisce per cercarla nei luoghi sbagliati: nelle ricchezze, nel successo, nelle relazioni, nei beni materiali.

Tutte cose possono darci un senso di piacere temporaneo, non sono la felicità autentica.

La felicità che proviene dall'esterno è effimera.

Per esempio, ad una festa ci divertiamo, ma appena finisce la festa la gioia finisce.

Persino una relazione affettiva che è fonte piu' potente della felicità, non è immune alla sfida.

Al contrario la felicità che nasce dall'interno è qualcosa di più profondo e duraturo.

Non dipende da ciò che ci accade, è una felicità che nasce dalla nostra capacità di accettare e abbracciare le emozioni, le esperienze e le imperfezioni della vita.

Quando riusciamo a coltivare la pace interiore, quando impariamo a vivere nel momento presente, la felicità non è più un obiettivo da inseguire, ma una condizione naturale del nostro essere.

Alcuni passi importanti da fare sono: liberarsi dai condizionamenti esterni, liberarsi dal peso dell'ego e dalle aspettative esterne.

E finalmente possiamo sperimentare una felicità che non dipende da nulla di temporaneo, ma che risiede nel cuore.







sabato 18 maggio 2024

E' possibile amare con intelligenza emotiva?


L'innamoramento è ciò che genera tutte le reazioni biochimiche, l'amore intelligente è altro.

L'innamoramento nasce nelle prime fasi della relazione.

L'amore si consolida nel tempo, ma perché ciò accada ci vuole impegno e dedizione, come se si trattasse di un progetto qualunque.


Cos'è ciò che permette ad una relazione di consolidarsi ed evolversi positivamente?

Una delle caratteristiche più importanti in una coppia che comunica in modo assertivo e riesce ad avere una relazione armonica, è che ciascuno dei membri della coppia si distingue per essere emotivamente maturo.

I due sanno individuare il momento giusto per affrontare un argomento, avere sufficiente empatia per capire quando il partner non si sente bene a parlare di certe cose o sapere quando interrompere una conversazione o una discussione che sta andando ad un altro livello.

Le persone con intelligenza emotiva non vengono coinvolte in relazioni che rappresentano un rischio per la loro stabilità e salute mentale.

Hanno la lucidità e la capacità di individuare precocemente un rapporto che non ha futuro.

Non consentono la manipolazione come modo di relazionarsi con l'altro.

Non si lasciano trasportare dal romanticismo e dall'attrattiva fisica.

Non sono attratti da persone emozionalmente dipendenti.

Le persone che si relazionano in questo modo vivono una relazione sana e duratura, ciò richiede che entrambe le persone siano emotivamente mature per affrontare le sfide della relazione.

In caso contrario possono accadere due cose:

Quando i due sono emotivamente instabili, la relazione è caotica e malsana.

Quando uno dei due è emotivamente instabile, si verifica un disaccordo e solitamente la persona emotivamente sana pone fine alla relazione.


Gli uomini e le donne esprimono i sentimenti in modo diverso.

Le donne tendono ad essere più emotive e gli uomini più razionali.

Perciò è necessario che superino le differenze di genere innate quando si affrontano emozioni forti.

Quindi alcuni suggerimenti che si possono mettere in pratica mentre si comunica per fare in modo che la relazione sia armonica sono:

- Gestire l'impulso

- Calmarsi

- Interrompere 

- Sfidare i propri pensieri

- Praticare l'empatia

Invece gli indicatori di mancanza di intelligenza emotiva sono:

- Interpretazioni errate e supposizioni

- Attaccare la persona e non le sue azioni

- Rispondere ad un attacco verbale urlando

- Fare silenzio, mettere le distanze e bloccare ogni possibilità di trattativa.


Per cui la scelta adeguata del partner è una delle massime espressioni della salute mentale e dell'intelligenza emotiva di una persona.











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venerdì 20 gennaio 2023

La paura, vincerla con il coaching.


La paura è un emozione naturale che si caratterizza con una sensazione sgradevole e intensa davanti alla percezione di un pericolo reale o immaginario.

E' un sentimento che ci protegge e ci da un preavviso davanti una minaccia, ma è anche un freno che ci impedisce di andare avanti, che ci impedisce di imparare, e che ci fa vedere pericoli dove in realtà non ce ne sono.

Anche se il mondo diventa ogni volta più complesso e ci sentiamo minacciati, e magari le minacce non sono dirette, ci causano comunque paura.

L'obiettivo è quello di superare la paura per non farci causare blocchi che non ci fanno avanzare.

In genere si tratta di mancanza di fiducia in noi stessi.

Questa attitudine si può correggere con il coaching.

Il consiglio è quello di concentrarsi sui propri obiettivi, quando abbiamo insicurezze, la paura si aggrappa a loro e ci impedisce di vedere oltre.

Quindi bisogna essere molto chiari su ciò che si vuole ottenere, capire i propri obiettivi senza perderli di vista.

Avere un pensiero positivo è molto importante per avere ispirazione ed energia.

Aumentare il proprio livello di consapevolezza è importante, per capire il proprio valore, perchè porterà a raggiungere il proprio obiettivo.

La ricerca dei nostri valori è una delle chiavi del coaching.

E' anche importante nutrire la mente: le paure che tutti proviamo oggi sono frutto delle nostre convinzioni, non sono vere e proprie minacce.

L'incertezza e l'insicurezza che derivano dal lancio verso l'ignoto e ciò che provoca paura.

Un modo per minimizzare queste convinzioni che ci limitano è aprire la mente e alimentarla con nuovi pensieri che possono provenire da conferenze, corsi, altre persone, dai libri, ecc.

L'importante è agire iniziando con piccole azioni, è un modo migliore di superare la paura.

Superare le paure non è poi così difficile se lo fai con l'aiuto del coaching.








sabato 22 ottobre 2022

Perchè ti copiano?

 

Se ti copiano va pure bene, ma se ti criticano allo stesso tempo c'è qualcosa che non va.

Sono persone insicure che cercano di essere accettate tra gli altri.



Imitare è qualcosa che facciamo tutti quando ci piace qualcuno, lo facciamo in maniera cosciente e incosciente.

Si imita per abitudine, per moda, di maniera ingenua.

In genere si fa più che altro con persone con cui c'è un legame sociale più stretto.

Dove ci sono gli stessi gesti, movimenti, attitudini.

Questo è in maniera incosciente.



Quando qualcuno ti imita può essere lusinghiero, perchè significa che sei una persona che piace, che sei ammirata, e che l'altro ti copia perchè vuole imparare qualcosa da te.

Questo è positivo se sei una persona che ha successo in qualcosa e anche l'altro vuole migliorare.

Qui si tratta di attrazione, quando una persona è attratta da te, è normale che ti imiti inconsciamente per empatizzare con te.



Ma diventa un problema quando imitare a qualcuno si arriva a dannare la propria salute emozionale, mentale e fisica, perdendo il controllo della propria vita.

Lo fanno le persone insicure con una bassa autostima.

Quando una persona non ha fiducia in se stessa è normale che imiti qualcuno per cui nutre una certa ammirazione, poichè quella persona diventa il candidato perfetto per ciò che vuole essere, assorbendo i suoi gesti, movimenti, frasi, tratti personali e modo di parlare.

Questa è una persona che crede di non essere capace, forse per qualche trauma subito in infanzia, per questo non crede in se stessa, quindi desidera diventare quell'idolo che ammira.

E qui è importante lavorare su se stesso, sulla propria sicurezza e autostima, prima che diventi invidia, competenza e ossessione.

Perchè diventa un problema anche per la persona che viene invidiata, poichè l'imitatore cercherà di essere la tua copia e desidererà involucrarsi nella tua vita romantica, con le tue amicizie e a volte anche nel tuo lavoro.



Quindi copiamo in modo positivo ma per essere noi stessi in una nostra propria versione migliorata di volta in volta.




mercoledì 23 marzo 2022

Cos'è il Coaching, cosa non è il Coaching


Il Coaching consiste nel lavorare insieme al Cliente in un processo creativo e stimolante per ispirare a massimizzare il potenziale personale e professionale. 


Il Coaching non è Psicologia: questa è una disciplina che tratta disordini mentali, trastorni di ansia, depressione e tende a concentrarsi nel passato. 


Il Coaching non è Consulenza: il Consulente è esperto in un tema e offre consigli, strumenti e informazioni al cliente. 


Con il Coaching non si lavorano trastorni mentali, di personalità, di depressione ecc. 


Il Coach accompagna il Coachee (Cliente) facendo domande potenti e lascia in chiaro al Coachee la possibilità di non rispondere qualche domanda/e, anche la possibilità di cambiare il corso della conversazione. 
Non da consigli, perchè il suo ruolo non è quello di dare consigli, ma è quello di accompagnare il Coachee verso la scoperta di se stesso, perchè riconosce al Coachee come esperto nella sua vita e nel prendere le sue proprie decisioni. 


Il Coaching si inizia con lo stato attuale del Cliente, e che vuole cambiare. 
Lo stato attuale è parte di come sta vedendo una situazione al momento, e l'obiettivo è quello di aiutarlo a raggiungere il suo stato desiderato della situazione.



L'abito non fa il monaco : la vera spiritualità si manifesta dentro.

La spiritualità si manifesta in tanti modi, e ogni persona ha il proprio modo di viverla e di esprimerla. Alcuni scelgono abiti particolari...